La collezione digitale riunisce un corpus di volumi manoscritti redatti dal giurista ed erudito settecentesco Nicola Sorricchio tra il 1755 ed il 1785, i più rilevanti tra i quali costituiscono gli Annali Acquaviviani ed i Monumenti Adriani, fonti fondamentali non solo per la ricostruzione della storia della famiglia Acquaviva e dell'arte del territorio Teramano, ma anche per quella più ampia di tutta l'Italia centro-meridionale.

Sorricchio scrisse gli Annali ecclesiastici in tre volumi. Oggi se ne conserva un unico codice presso la biblioteca privata Sorricchio (n° d’inventario 4476, pp. 392). Il supporto si presenta largamente danneggiato nella parte inferiore. La scrittura prende avvio dall’866, anno in cui l’imperatore Ludovico il Pio assegnò all’ordine benedettino di Cassino possedimenti che prima dipendevano dalla città di Atri. La narrazione si interrompe con una lunga digressione dedicata agli avvenimenti del 1482. La divisione ad annum del testo scansiona l’ordinamento cronologico della materia, integrata dalle Annotazioni, in cui l’erudito riporta precisazioni, regesti e la trascrizione delle fonti. In alcuni paragrafi il corpo del testo è corredato da ampie glosse poste a margine. Degna di nota è la raffigurazione che l’autore esegue alla carta 259, relativa alla tomba del nobile Giacomo Di Lisio, cui è dedicata una ricca descrizione nelle pagine precedenti.

Il Supplemento agli Annali Ecclesiastici (n° d’inventario 4478, pp. 244) è dedicato alla vita di una personalità di rilievo: il beato Francesco Ronci. Questi fu tra i seguaci più ardenti di Celestino V; fu eletto cardinale durante il suo pontificato e in seguito proclamato beato. Sorricchio dedica ampio spazio al papato di Pietro da Morrone; illustra la famiglia Ronci, che figura tra le trenta famiglie signorili di Atri. L’attenzione rivolta dall’autore al casato è anche dovuta al fatto che vi apparteneva sua moglie.

Nel volume degli Annali Acquaviviani (n° d’inventario 4477, pp. 252) Nicola Sorricchio ripercorre la storia di Atri e del territorio circostante dalla seconda metà del Medioevo fino all’epoca coeva all’autore, dominata dalle vicende e dalla politica di questo lignaggio nel ramo dei duchi d’Atri. Anche in questo caso, il corpus principale del volume è diviso ad annum dalla numerazione araba posta a margine del testo; essa scansiona l’ordinamento cronologico della materia dal 1195 al 1559 ed è spesso accompagnata da ampie Annotazioni, che integrano il dato storico di spiegazioni, note, regesti, trascrizione delle fonti. Tra la controguardia e le prime carte del manoscritto è inserito un gruppo di fogli sciolti non numerati, alcuni dei quali di dimensioni ridotte rispetto al resto del volume. L’inserto più corposo è intitolato Istoria MSS. della Famiglia Acquaviva. Seguono le copie di due privilegi e di un memoriale dedicato all’imperatore Carlo V. Una carta riporta le Riflessioni generali del D. Niccola Sorricchio sulla Famiglia Acquaviva; un’altra va sotto il titolo Annali della Famiglia Acquaviva. Le ultime diciannove pagine, anch’esse non numerate, contengono il Seguito delle Memorie sopra la Famiglia Acquaviva, che furono rimesse in Napoli al Pre. Fra. Eustachio d’Afflitto, suddiviso in paragrafi numerati. Il testo è dedicato a Isabella Acquaviva, ultima esponente del casato e protettrice dell’erudito. Seguono le Riflessioni generali dell’autore e un paragrafo dedicato ai letterati di Casa Acquaviva.

La stesura degli Annali Acquaviviani prese avvio quando Sorricchio era al servizio della duchessa Isabella, ultima esponente del ramo di Atri. I compendi storici posti in chiusura del volume testimoniano il fine encomiastico dell’opera e lo stretto rapporto che l’autore intrattenne con il casato e in particolare con la duchessa.

I cinque volumi dei Monumenti Adriani (4471-4475) comprendono una vasta raccolta di fonti antiche e testimonianze archeologiche, in buona parte oggi andate perdute. In questa sorta di “zibaldone” sono confluiti documenti di storia e cronaca di vario genere – compravendite di terreni tra privati, necrologi, passaggi di proprietà, notizie di contenziosi giudiziari, testamenti, lettere, che Sorricchio poté trascrivere presso l’archivio della cattedrale di Atri, dai registri dei più importanti notai della città, in raccolte pubbliche e private. I volumi seguono la scansione cronologica dettata dalla divisione ad annum, come negli Annali. Spesso la necessità di approfondire la riflessione su alcuni eventi prevale sull’ordine temporale e scardina la sistematicità dell’opera; non tutti gli inventari sono completi, come anche diverse ricostruzioni storiche mostrano delle lacune. In linea di massima ogni volume ripercorre un secolo della cronaca di Atri.

Accanto alla raffigurazione di lapidi e alla cronologia dei vescovi con i relativi stemmi, l’erudito riproduce iscrizioni, sigilli e affreschi, lettere regie. Grande attenzione è rivolta alla filigrana e ai diversi tipi di carta utilizzati ad Atri nei registri pubblici nei secoli precedenti.

Di particolare interesse è una lettera sciolta di tre pagine non numerate e indirizzata all’abate Cesare Orlandi, autore di Delle Città d’Italia, opera monumentale in cui furono inseriti anche tre paragrafi delle Dissertazioni di Nicola Sorricchio. Il terzo volume riporta il catasto del 1447, il quarto volume contiene il Catasto Ecclesiastico del Capitolo di Santa Maria redatto nel 1499 e citato nelle Fonti storiche atriane di Luigi Sorricchio. Il quinto volume prende avvio con la trascrizione della “Nota di tutti i benefizi, che possedeva la casa dei Duchi d’Atri nel principio del 1600 sopra molti luoghi in Abruzzo, il tutto ricavato da un Libro di Registro dell’Archivio di Giulia”. L’autore ricorre spesso all’inserimento di Annotazioni in cui approfondisce la materia trattata. Ampio spazio è riservato al gesuita Claudio Acquaviva, personaggio di prim’ordine nello scenario cinque-seicentesco italiano. Tra i vari documenti trascritti nell’ultimo volume si segnala, alla carta 677, il Piano ragionato per facilitare la numerazione de’ fuochi del Regno di Napoli estratto dal Commentario Filosofico del D. Nicola Sorricchio sopra la Tavola Numerica delle Anime, pubblicata nel Calendario della Corte nell’Anno MDCCLXXII.

Gli Annali e i Monumenti Adriani costituiscono la parte più rilevante della collezione manoscritta di Nicola Sorricchio. Accanto alle due raccolte sono presenti altri volumi, anch’essi inseriti in questa edizione digitale: in particolare, Delle antichità dell'Adria Picena, che si dimostrano sopra i Monumenti testimoniano gli studi archeologici dell’erudito. Le prime 173 pagine del tomo I dei Monumenti Adriani riprendono la materia trattata nelle Antichità, con la trascrizione di epigrafi e iscrizioni locali.

 

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Edizione digitale dei Monumenti Adriani e degli Annali Acquaviviani

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La collezione raggruppa le edizioni digitali dei volumi manoscritti dei Monumenti Adriani e dei volumi degli Annali Acquaviviani redatti dal giurista ed erudito settecentesco Nicola Sorricchio tra il 1755 ed il 1785, fonti fondamentali non solo per la ricostruzione della storia della famiglia Acquaviva e del territorio Teramano ma, in modo più ampio, di tutta l'Italia centro-meridionale.